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LA MATERNITA’ EDUCATIVA

 

La pedagogia educativa delle Suore Orsoline di Somasca fonda le sue radici nella maternità educativa delle sorelle Cittadini, che vissero, sin da bambine, in un silenzio assoluto d’amore e di sicurezze umane. Lo Spirito di Dio plasmò nelle due orfane, giorno dopo giorno, un “cuore di madre”, l’essenza della pedagogia educativa della “Casa di educazione” di cui saranno Fondatrici. Le Suore Orsoline di Somasca ne hanno ereditato il carisma di fondazione, carisma che si ispira all’invito evangelico di Gesù e che le due sorelle così compresero:

“ 'Quello che fate ad uno di questi minimi, io lo tengo fatto a me medesimo'. Per questo istruiscano con attenzione e devozione, tenendo gli occhi corporali sopra quelle creature e quelli dell’anima al Creatore, per amore del quale lo fanno” (Regole di fondazione 1855 e 1857).


Le Cittadini, nel realizzare il loro progetto di vita, scelsero di educare con cuore di madre. Istruirono e educarono guardando e imitando Cristo Gesù e al suo donarsi per l’umanità “fino allo spargimento di tutto il suo sangue”. Lasciarono scritto nella loro Carta pedagogica che è necessario accostarsi ad ogni persona con umiltà e mansuetudine, raccomandando ad ogni educatrice che opera nelle scuole che continuano il loro mandato, le cure per bene educare, che si possono così sintetizzare:

  •        curare la persona di ogni bambino/a come prezioso tesoro;
  •        usare la pedagogia di Cristo Gesù, Maestro e Redentore, che si fa “umile” e “mansueto” fino allo “spargimento di tutto il suo sangue preziosissimo”;
  •        stimare e credere nelle possibilità di ogni bambino/a;
  •        educare ed istruire con mezzi adatti, secondo l’ “età”, le “capacità”, l’ “indole” e le “condizioni” di ogni bambino/a;
  •        amare ugualmente tutti, “senza distinzione” di nascita o di ricchezza;
  •        educare alle virtù della “sincerità, obbedienza, semplicità, amore, purezza, sacrificio”;
  •        offrire, come prima azione educativa, la propria condotta in modo che essa, da sola, sia “specchio di virtù”;
  •        educare presentandosi “non con l’autorità di superiore, ma con cuore di madri”: quali “vere madri in Cristo”.

La pedagogia educativa delle Cittadini, continuata oggi dalle Suore Orsoline di Somasca e dal personale laico che in essa si riconosce, è per la persona, “immagine e somiglianza del Sommo bene” e dà il primato alla preziosità delle relazioni, perché mettono l’educatrice in comunicazione con i propri alunni contemplandoli quali “anime che Cristo ha riscattato con il suo sangue e che ha affidato alle loro cure come prezioso tesoro” (Regole di fondazione 1855 e 1857).

Con il linguaggio di oggi, alcuni dei valori fondanti proposti nel 1800 possono essere così sintetizzati:

  • amore per l’uomo: sentimento profondo che dà ai rapporti umani un tono di disponibilità e di mutuo rispetto per educare alla sensibilità verso tutti ed in particolare verso coloro che soffrono;
  • solidarietà: valore per educare alla partecipazione e alla scoperta del proprio ruolo nella vita, per assumerlo con gioia e responsabilità;
  • semplicità ed umiltà: virtù da trasmettere con la testimonianza nelle relazioni, in un clima di spontaneità e sincerità, per avere la conoscenza di sé e quindi la comprensione   dell’altro;
  • gratitudine: capacità di accogliere tutti, guardando ad ognuno come dono necessario per la propria vita, perché  possibile origine  di amicizia, affetto e stima;
  • valorizzazione degli aspetti positivi: accompagnamento lento, ma progressivo, nella scoperta delle immense risorse di ogni persona.

La dimensione pedagogica della proposta educativa, con il contributo della pedagogia contemporanea, si traduce oggi in alcuni principi che possiamo così sintetizzare:

  •        curare un’educazione fondata sui valori del cristianesimo;
  •        educare alla libertà responsabile attraverso il rispetto delle regole;
  •        educare all’esercizio della volontà, perché abbia come oggetto il bene;
  •        educare alla capacità di decisioni personali;
  •        educare al valore della fatica come mezzo di crescita;
  •        educare all’uso positivo dell’errore, perché anche esso rientra nell’esperienza umana e guida al superamento e al dominio di se stessi;
  •        infondere negli alunni un concetto positivo e realistico di sé, per favorirne la capacità di auto-orientamento;
  •        sviluppare l’intelligenza, guidandola alla ricerca della Verità, da cui dipende la verità sull’uomo;
  •        condurre verso la comprensione dei contenuti e l’acquisizione di abilità disciplinari adeguate; 
  •       privilegiare l’assimilazione del metodo di studio;
  •        guidare al corretto uso della lingua orale e scritta e alla capacità di comunicare;
  •        guidare al corretto uso dei mass-media;
  •        stimolare la partecipazione alle attività scolastiche ed extrascolastiche, per suscitare interessi e motivazioni;
  •        offrire all’intera comunità educante risposte alla ricerca di senso attraverso momenti formativi, culturali, religiosi e ricreativi;
  •        sollecitare la partecipazione dei genitori agli organismi scolastici per favorire lo scambio, la crescita personale e di gruppo e un progressivo inserimento nella comunità locale;
  •        curare la “formazione in servizio” e l’aggiornamento del gruppo docente, per il potenziamento delle risorse professionali

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